David Foster Wallace - Una Cosa Divertente Che Non Farò Mai Più
incipit:
E allora oggi è sabato 18 marzo e sono seduto nel bar strapieno di gente dell’aeroporto di Fort Lauderdale, e dal momento in cui sono sceso dalla nave da crociera al momento in cui salirò sull’aereo per Chicago devono passare quattro ore che sto cercando di ammazzare facendo il punto su quella specie di puzzle ipnotico-sensoriale di tutte le cose che ho visto, sentito e fatto per il reportage che mi hanno commissionato.
Ho visto spiagge di zucchero e un’acqua di un blu limpidissimo. Ho visto in completo casual da uomo tutto rosso col bavero svasato. Ho sentito il profumo che ha l’olio abbronzante quando è spalmato su oltre dieci tonnellate di carne umana bollente. Sono stato chiamato “Mister” in tre diverse nazioni. Ho guardato cinquecento americani benestanti muoversi a scatti ballando l’Electric Slide.
(MissVengeance)
Right now it’s Saturday 18 March, and I’m sitting in the extremely full coffee shop of the Fort Lauderdale Airport, killing the four hours between when I had to be off the cruise ship and when my flight to Chicago leaves by trying to summon up a kind of hypnotic sensuous collage of all the stuff I’ve seen and heard and done as a result of the journalistic assignment just ended.
I have seen sucrose beaches and water a very bright blue. I have seen an all-red leisure suit with flared lapels. I have smelled what suntan lotion smells like spread over 21000 pounds of hot flesh. I have been addressed as “Mon” in three different nations. I have watched 500 upscale Americans dance the Electric Slide.
Uno dei miei incipit preferiti in assoluto. Quel “E allora” che apre la traduzione italiana (a cura di Gabriella D’Angelo e Francesco Piccolo) è semplicemente perfetto.