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"L’Universo: alcune informazioni che vi aiutano a viverci.
[…]
4) Popolazione: Inesistente.
E’ noto che esista un numero infinito di mondi, per il semplice fatto che esiste uno spazio infinito atto a ospitarli. Non tutti però sono abitati. E’ chiaro quindi che il numero dei pianeti abitati è finito. Qualsiasi numero finito diviso per l’infinito dà un quoto così vicino a zero, da essere praticamente zero, perciò la popolazione media di tutti i pianeti dell’Universo è praticamente inesistente. Il discorso che vale per la popolazione media vale anche per la popolazione in assoluto, per cui è lecito affermare che qualsiasi persona si incontri, di tanto in tanto, è solo il frutto di un’immaginazione malata."
Douglas Adams, Ristorante al Termine dell’Universo

Quando attraversavo la strada, secondo mia madre, dovevo ancora dare la mano a qualcuno. A dieci anni sarei stata in grado di attraversare le strade senza la mano di nessuno. Avevo dato la mano a Joseph tante volte, per tanti anni, ma tenergli la mano era come tenere in mano una pianta, e la delusione data dalle dita che non restituivano la presa era così acuta che a un certo punto avevo scelto di prenderlo per l’avambraccio. Per i primi attraversamenti stradali feci così, ma sull’angolo di Oakwood, d’impulso, afferrai la mano di George. Immediatamente: dita, stretta ricambiata. Il sole. Altri intrichi di bougainvillea penduli sulle finestre in masse rosa scuro. Il suo palmo caldo. Un soriano arancione rilassato sul marciapiede. Gente con indosso magliette nere stracciate seduta a fumare sulle scale. La città che si richiude.
Arrivammo sul marciapiede e sciogliemmo la stretta di mano. Come avrei voluto, in quel momento, che il mondo intero fosse una strada.

"I romanzi dovrebbero essere proibiti per legge. Il piacere che forse offrono lo si paga a carissimo prezzo: essi finiscono per guastare anche il carattere più solido. Ci si abitua a immedesimarsi in chiccessia. Si prende gusto al continuo mutare delle situazioni. Si arriva a capire qualunque atteggiamento. Ci si lascia guidare docilmente verso le mete altrui e per lungo tempo si perdono di vista le proprie. I romanzi sono dei cunei che un attore con una penna in mano insinua nella compatta personalità dei suoi lettori."
Elias Canetti, Auto da fé

Il Roberto Saviano della fiction italiana

Ho visto i primi tre episodi di Boris 3.

Hallelujah.

"Quanta ambivalenza nelle cose che esaltiamo. Le disprezziamo sempre un po’."
Don DeLillo, I nomi.
"Non esiste la cifra giusta. Solo i nazisti credevano alle cifre giuste e i maestri di matematica, solo i settari, i pazzi delle piramidi, gli esattori delle imposte (che Dio li stermini), i numerologi che leggevano il destino per quattro soldi credevano alla cifra giusta. Gli scienziati, al contrario, sapevano che ogni cifra è sempre approssimativa. I grandi fisici, i grandi matematici, i grandi chimici e gli editori, sapevano che uno vaga sempre nel buio."
Roberto Bolaño, 2666

David Foster Wallace - Una Cosa Divertente Che Non Farò Mai Più

incipit:

E allora oggi è sabato 18 marzo e sono seduto nel bar strapieno di gente dell’aeroporto di Fort Lauderdale, e dal momento in cui sono sceso dalla nave da crociera al momento in cui salirò sull’aereo per Chicago devono passare quattro ore che sto cercando di ammazzare facendo il punto su quella specie di puzzle ipnotico-sensoriale di tutte le cose che ho visto, sentito e fatto per il reportage che mi hanno commissionato.
Ho visto spiagge di zucchero e un’acqua di un blu limpidissimo. Ho visto in completo casual da uomo tutto rosso col bavero svasato. Ho sentito il profumo che ha l’olio abbronzante quando è spalmato su oltre dieci tonnellate di carne umana bollente. Sono stato chiamato “Mister” in tre diverse nazioni. Ho guardato cinquecento americani benestanti muoversi a scatti ballando l’Electric Slide.

(MissVengeance)

Right now it’s Saturday 18 March, and I’m sitting in the extremely full coffee shop of the Fort Lauderdale Airport, killing the four hours between when I had to be off the cruise ship and when my flight to Chicago leaves by trying to summon up a kind of hypnotic sensuous collage of all the stuff I’ve seen and heard and done as a result of the journalistic assignment just ended.
I have seen sucrose beaches and water a very bright blue. I have seen an all-red leisure suit with flared lapels. I have smelled what suntan lotion smells like spread over 21000 pounds of hot flesh. I have been addressed as “Mon” in three different nations. I have watched 500 upscale Americans dance the Electric Slide.

Uno dei miei incipit preferiti in assoluto. Quel “E allora” che apre la traduzione italiana (a cura di Gabriella D’Angelo e Francesco Piccolo) è semplicemente perfetto.

"- Sei l’unica persona di mia conoscenza che sia abbastanza istruita da potermi dare la risposta che cerco.
- La risposta a che cosa?
- La gente era così scema, prima della televisione?"
Don Delillo, Rumore Bianco (1985)
"Si può avere nostalgia di un posto anche quando ci si sta."
Don Delillo, Rumore bianco (1985)

Raymond Carver - Di Cosa Parliamo Quando Parliamo D’Amore (“Perché Non Ballate?”)

In cucina si versò un altro bicchiere e guardò i mobili della camera da letto sistemati nel giardino. Il materasso era scoperto, mentre le lenzuola a righe colorate erano piegate sul cassettone, accanto ai due cuscini. A parte questo dettaglio, tutto era disposto come lo era stato nella stanza: comodino e abat-jour dalla parte di lui, comodino e abat-jour dalla parte di lei.

La parte di lui, la parte di lei.

(incipit.tumblr : me)